È la domanda che mi sento fare per prima, quasi sempre prima ancora di «si cura?»: quanto dura. La risposta breve è che la pelle guarisce in due-quattro settimane. Quella lunga riguarda il dolore, che segue tempi suoi, e il rossore, che resta molto più a lungo di quanto le persone si aspettino.
Qui trovi i tempi reali, fase per fase. Dove un numero preciso non esiste te lo dico, invece di darti una media che non ti riguarda.
Il decorso, fase per fase
Il fuoco di Sant’Antonio non comincia con le vescicole. Comincia prima, e questa è la fase che manda fuori strada.
- Prima delle vescicole: 3-5 giorni. C’è solo dolore, bruciore o formicolio, senza niente da vedere sulla pelle. È la fase in cui il disturbo viene scambiato per altro.
- L’eruzione: 7-10 giorni. Da quando compaiono le prime vescicole, servono sette-dieci giorni perché smettano di uscirne di nuove e comincino a seccarsi.
- Le croste: 1-2 settimane. Cadono circa una-due settimane dopo essersi formate.
- Il rossore: 1-3 mesi. Questo è il dato che sorprende. Anche quando le croste sono cadute e tutto sembra finito, la pelle resta arrossata o più scura per settimane, a volte mesi.
Messi in fila: la guarigione della pelle si completa di solito in due-quattro settimane. Il segno che resta è un’altra storia, e va detto prima, non dopo.
Quanto dura il dolore
Qui devo essere onesta: un numero valido per tutti non c’è.
Il dolore della fase acuta varia da paziente a paziente, ed è strettamente legato alle condizioni cliniche e all’età. Un uomo di trent’anni in salute e una donna di ottanta con altre malattie non hanno lo stesso decorso, e prometterlo sarebbe scorretto.
C’è poi una seconda variabile, che conta quanto la prima: il tipo di herpes zoster. In alcune forme prevalgono le manifestazioni sulla pelle, in altre prevale la nevrite, cioè l’infiammazione del nervo, e quindi il dolore che ne deriva. Sono due decorsi diversi che portano lo stesso nome.
Questo spiega perché due persone con lo stesso numero di vescicole possono raccontare esperienze così lontane.
Quando il dolore diventa nevralgia post-erpetica
Qui invece il confine è preciso, e serve conoscerlo.
Si parla di nevralgia post-erpetica quando il dolore è neuropatico, cioè nasce dal nervo danneggiato e non dalla pelle. Resta confinato alla stessa fascia di pelle colpita e persiste per almeno 90 giorni dall’esordio dell’herpes zoster, cioè oltre tre mesi dalla comparsa dell’eruzione.
Prima di quei tre mesi il dolore, anche forte, fa ancora parte del decorso. Dopo, diventa un problema con un nome e una gestione propri. Sulla scheda dedicata al fuoco di Sant’Antonio trovi una sezione che spiega che cos’è e come si affronta.
Fino a quando si è contagiosi
La finestra è questa: dal giorno in cui compaiono le prime vescicole fino al settimo-decimo giorno circa, quando tutte le lesioni sono secche e ricoperte da croste.
Il criterio pratico non è il calendario ma l’aspetto della pelle: finché c’è anche una sola vescicola non secca, la prudenza serve ancora. Quando sono tutte incrostate, la finestra si chiude.
Gli antivirali accorciano davvero i tempi?
Meno di quanto quasi tutti credono, e vale la pena dirlo chiaramente.
Gli antivirali per bocca accorciano il decorso della pelle solo modestamente, in genere di uno-due giorni. Se l’attesa è di guarire in metà tempo, quell’attesa va corretta.
Il beneficio vero sta altrove: riducono la durata e l’intensità del dolore acuto, e diminuiscono la comparsa di nuove vescicole. È per questo che insisto sulle prime 48-72 ore, e non perché facciano sparire l’eruzione prima.
Cosa allunga i tempi
La guarigione può essere più lenta in diverse situazioni:
- negli anziani;
- nei pazienti immunodepressi, cioè con le difese abbassate, o con altre malattie in corso;
- nelle forme estese o necrotiche, quando cioè il tessuto viene danneggiato in profondità;
- quando è interessato il volto, l’occhio o l’orecchio;
- in caso di sovrainfezione batterica, cioè quando alle lesioni si aggiunge un’infezione;
- quando la terapia antivirale viene iniziata tardi.
In generale lo zoster guarisce in due-quattro settimane, ma nei pazienti immunodepressi o nelle forme complicate può richiedere più tempo.
Quando tornare dal medico
Se dopo tre giorni dall’inizio della terapia non compare nessun segno di miglioramento, o continuano a uscire nuove vescicole, è opportuno ricontattare il medico. Anche quando il decorso è regolare, un controllo entro sette-dieci giorni è comunque consigliabile, soprattutto negli anziani e nei pazienti fragili.
Ci sono poi segni che meritano attenzione subito:
- nuove vescicole che continuano a comparire dopo cinque-sette giorni, o dopo 48-72 ore di terapia;
- il rash che si estende;
- lesioni emorragiche o necrotiche, cioè con sangue o tessuto sofferente;
- pus, aumento del rossore e del dolore, febbre, peggioramento generale;
- sintomi neurologici, o il coinvolgimento dell’occhio.
In questi casi occorre ricontattare il medico. Il coinvolgimento dell’occhio e quello neurologico richiedono una valutazione urgente, non un appuntamento la settimana prossima. Su questo ho scritto un articolo a parte: fuoco di Sant’Antonio, quando preoccuparsi.
Domande frequenti
Quanto dura il fuoco di Sant’Antonio in tutto?
La pelle guarisce di solito in due-quattro settimane: tre-cinque giorni di solo dolore, sette-dieci giorni di eruzione, poi una-due settimane perché cadano le croste. Il rossore che resta può durare da uno a tre mesi, ed è la parte che quasi nessuno racconta.
Resta la cicatrice?
Di solito no, lo zoster non lascia cicatrici permanenti. Il rischio aumenta se le lesioni sono profonde, necrotiche o emorragiche, se si sovrainfettano, se vengono grattate o rimosse, e nei pazienti anziani, diabetici o immunodepressi. Più spesso resta una discromia, cioè una macchia di colore diverso, che può durare settimane o mesi.
Può tornare una seconda volta?
Sì, lo zoster può recidivare, ma non è frequente. Nella maggior parte dei casi torna dopo anni; più raramente può ricomparire già dopo sei-dodici mesi.
Perché il dolore non passa insieme alle vescicole?
Perché sono due cose diverse. Le vescicole sono la manifestazione sulla pelle, il dolore nasce dal nervo. In alcune forme prevale l’una, in altre l’altro, ed è il motivo per cui la pelle può essere guarita mentre il dolore è ancora presente.
Se prendo l’antivirale guarisco prima?
Sulla pelle il guadagno è di uno-due giorni, quindi poco. Sul dolore invece il beneficio è reale: durata e intensità si riducono, e compaiono meno vescicole nuove. Per questo conta iniziarlo entro 48-72 ore.
Se hai in corso un fuoco di Sant’Antonio e qualcosa non ti torna, sui tempi o sul dolore, vale la pena farlo vedere. Riconoscere presto una complicazione cambia il decorso molto più di qualsiasi rimedio preso in autonomia.
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