Patologia

Cheratosi attinica: cos’è, perché va trattata e come si cura

Una lesione precancerosa causata dal sole: perché non va trascurata e come si tratta oggi.

Pubblicato il 16 Luglio 2026 · Aggiornato il 12 Agosto 2026 · Contenuti a cura della Prof.ssa Giovanna Malara

La cheratosi attinica è una di quelle condizioni che invito sempre a non sottovalutare. Sono piccole macchie ruvide che compaiono sulla pelle danneggiata dal sole, e sono importanti perché rappresentano un primo campanello d’allarme: una minoranza di esse, nel tempo, può trasformarsi in un tumore della pelle. Riconoscerle e trattarle per tempo è una forma di prevenzione.

Cos’è davvero la cheratosi attinica

La cheratosi attinica è una lesione della pelle causata dai danni accumulati dal sole negli anni. Compare nelle zone più esposte: viso, cuoio capelluto (soprattutto in chi ha pochi capelli), orecchie, dorso delle mani. Viene considerata una lesione precancerosa: significa che non è un tumore, ma in una piccola percentuale di casi può evolvere verso un carcinoma della pelle. Per questo la seguo sempre con attenzione.

Come si riconosce

Spesso si sente prima di vedersi: al tatto è una zona ruvida, come carta vetrata, a volte con una crosticina che si stacca e si riforma. Il colore può essere rosato, marrone chiaro o color pelle. Di solito non fa male, ma può dare un leggero fastidio o prurito. Quando le lesioni sono molte e vicine, parliamo di un danno diffuso di tutta l’area esposta al sole.

Perché mi è venuta

La causa è l’esposizione al sole accumulata in tutta la vita, non solo l’ultima scottatura. Sono più a rischio le persone con pelle e occhi chiari, chi ha lavorato o vissuto molto all’aperto, chi ha superato una certa età e chi ha le difese immunitarie più basse. Anche le lampade abbronzanti contribuiscono.

Cosa succede nel tempo

L’evoluzione non è uguale per tutti: alcune lesioni restano stabili, alcune regrediscono, altre progrediscono. Non è possibile prevedere a occhio quale farà cosa, ed è proprio questo il motivo per cui conviene trattarle: eliminarle toglie il rischio che una di esse imbocchi la strada sbagliata.

Come si cura oggi

Le strade sono diverse a seconda che le lesioni siano poche e isolate o diffuse su tutta l’area. Si va dai trattamenti che vaporizzano la singola lesione alle terapie che trattano l’intera zona danneggiata, come alcune creme specifiche e la terapia fotodinamica, una tecnica che usa una sostanza e una luce speciale per colpire le cellule alterate. In tutti i casi, la protezione solare quotidiana è parte della cura, non un accessorio.

Cosa succede se ti rivolgi al mio studio

Parto da una valutazione della pelle, spesso con il videodermatoscopio digitale potenziato da intelligenza artificiale per distinguere le cheratosi da altre lesioni e capire se qualcuna è già sospetta. Da lì scegliamo il trattamento più adatto, valutiamo se serve un controllo dell’intera area fotoesposta, e programmiamo i controlli nel tempo, perché su una pelle danneggiata dal sole possono comparirne di nuove.

FAQ – Domande frequenti

La cheratosi attinica è un tumore?

No, non è un tumore. È una lesione precancerosa: un danno della pelle che, in una minoranza di casi, può evolvere verso un tumore. Trattarla serve proprio a togliere questo rischio.

Diventa sempre un carcinoma?

No. Solo una piccola parte delle cheratosi evolve, ma non si può prevedere quale. Per questo si preferisce trattarle invece di aspettare.

Come la riconosco?

Di solito si sente al tatto prima di vedersi: una zona ruvida come carta vetrata, con una crosticina che si stacca e si riforma, nelle aree esposte al sole. Nel dubbio, meglio farla vedere.

È colpa del sole?

Sì, è la conseguenza del sole accumulato in tutta la vita, non solo delle ultime esposizioni. Ecco perché compare dove ci si è scottati di più negli anni.

Si toglie del tutto?

Le singole lesioni si trattano bene. Ma su una pelle molto danneggiata dal sole possono comparirne di nuove: per questo servono controlli nel tempo e una buona fotoprotezione.

Cos’è la terapia fotodinamica?

È una tecnica che tratta tutta l’area danneggiata: si applica una sostanza che si concentra nelle cellule alterate e poi si illumina con una luce speciale che le colpisce. Si usa soprattutto quando le lesioni sono diffuse.

Chi è più a rischio?

Le persone con pelle e occhi chiari, chi ha vissuto o lavorato molto all’aperto, chi ha una certa età e chi ha difese immunitarie basse. Anche i lettini abbronzanti aumentano il rischio.

Posso prevenirla?

In gran parte sì, proteggendo la pelle dal sole per tutta la vita: creme solari, cappello, evitare le ore centrali. Chi ha già avuto cheratosi deve essere ancora più attento.

Ogni quanto devo controllarmi?

Dipende da quante lesioni hai e dal tuo tipo di pelle. In genere, chi ha una pelle danneggiata dal sole va seguito con controlli periodici, che stabiliamo insieme durante la visita.

La cheratosi attinica è contagiosa?

No. Non è un’infezione e non si trasmette. È il segno di un danno della pelle accumulato negli anni per il sole.

Cos’è la cheratosi attinica?

Sono piccole chiazze o crosticine ruvide che compaiono sulle zone più esposte al sole: viso, orecchie, dorso delle mani e cuoio capelluto nelle persone con pochi capelli. Sono la spia di un danno solare e vanno prese sul serio.

Quali sono i sintomi?

Chiazze ruvide al tatto, di colore rosato o brunastro, che a volte pizzicano o si sfaldano. Spesso si sentono più che vedersi, come una piccola carta vetrata sulla pelle.

È pericolosa? Può diventare un tumore?

La maggior parte resta tale, ma una piccola parte può, nel tempo, evolvere verso un tumore della pelle. Proprio per questo si trattano: sono lesioni da tenere d’occhio e curare, non da ignorare.

Perché sono venute a me?

Contano gli anni di sole accumulati, la pelle chiara e l’età. Chi ha lavorato o vissuto molto all’aperto le sviluppa più facilmente. Nella mia esperienza sono tra le lesioni più frequenti da una certa età in poi.

Come si curano?

Ci sono diverse strade: dal trattamento con il freddo alle creme specifiche, fino alla terapia con una luce particolare (terapia fotodinamica) per le aree più estese. La scelta dipende da numero e sede delle lesioni.

Se noti zone ruvide che vanno e vengono sulla pelle esposta al sole, vale la pena una visita: trattare per tempo una cheratosi attinica è uno dei modi più concreti per prevenire i tumori della pelle.

Una visita dermatologica dedicata a questa condizione

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