Domande dei pazienti

Alopecia femminile: perdita di capelli nelle donne, cause e cosa fare

Pubblicato il 12 Agosto 2026 · Aggiornato il 13 Agosto 2026 · Prof.ssa Giovanna Malara

L’alopecia femminile è più frequente di quanto si pensi, e nella mia esperienza è anche quella che arriva in studio con il maggiore senso di disagio. La perdita di capelli nelle donne ha caratteristiche diverse da quella maschile, e riconoscerla per tempo cambia molto il percorso.

Come si riconosce: il diradamento che spesso passa inosservato

Nella donna la caduta dei capelli si presenta in modo diverso dall’uomo. Non c’è la “stempiatura” classica. Il segnale più frequente è un diradamento diffuso della parte centrale del cuoio capelluto: la riga dei capelli si allarga progressivamente e il cuoio capelluto diventa sempre più visibile.

Questo quadro si chiama pattern di Ludwig, dal nome di chi lo ha descritto. In clinica lo classifico in tre gradi: lieve, moderato e severo. Personalmente preferisco la scala di Sinclair, in cinque gradi, perché è più precisa e mi aiuta a documentare meglio l’andamento nel tempo.

C’è un’altra presentazione che vedo regolarmente nelle donne giovani: diradamento associato a peluria facciale aumentata e pelle più oleosa. Sono segni di un eccesso di ormoni androgeni, e in questi casi il percorso non è solo dermatologico ma anche endocrinologico.

Un punto importante: il diradamento femminile è lento e progressivo. Molte pazienti non lo notano finché non confrontano una foto di qualche anno prima. Per questo la diagnosi spesso arriva in ritardo.

Perché cadono i capelli nelle donne: le cause principali

La caduta dei capelli nelle donne non ha una causa unica. Le forme più frequenti che vedo in studio sono quattro.

L’alopecia androgenetica femminile è la forma più comune di perdita progressiva. Il meccanismo è simile a quello maschile: il testosterone viene convertito in diidrotestosterone (DHT) all’interno del follicolo, e il DHT lo miniaturizza progressivamente. Nelle donne, però, il ruolo degli androgeni è meno netto. La prevalenza sale con l’età: riguarda il 3-6% delle donne sotto i 30 anni e arriva al 29-42% oltre i 70.

Il telogen effluvio è la caduta diffusa più frequente nella mia pratica quotidiana. Un evento scatenante (parto, dieta drastica, febbre alta, intervento chirurgico, forte stress) spinge molti follicoli in fase di riposo contemporaneamente. La caduta diventa visibile dopo 2-4 mesi dall’evento. La buona notizia: una volta rimossa la causa, i capelli ricrescono.

L’alopecia areata è una malattia autoimmune che si manifesta con chiazze rotonde di capelli persi, a comparsa improvvisa. Colpisce uomini e donne in modo paritario.

Infine, le cause ormonali e carenziali: alterazioni della tiroide, carenza di ferro o zinco, squilibri ormonali possono contribuire alla caduta o peggiorarla.

Quali esami servono

Non sempre servono esami. La diagnosi di alopecia femminile è clinica nella maggior parte dei casi. Il mio percorso in studio parte dalla tricoscopia, una visita in cui guardo il cuoio capelluto con uno strumento che ingrandisce molto e mostra dettagli invisibili a occhio nudo. Permette di vedere la miniaturizzazione dei follicoli e di distinguere l’androgenetica da altre forme.

Nelle donne aggiungo sempre l’anamnesi ginecologica: ciclo mestruale, contraccettivi, gravidanze, segni di eccesso androgenico.

Il profilo ormonale (testosterone, DHEA-S, androstenedione) lo richiedo solo quando ci sono segni clinici di eccesso androgenico: peluria aumentata, acne, irregolarità del ciclo. Non in tutte le donne con diradamento.

Ferritina e TSH li doso quando sospetto un effluvio diffuso associato, perché carenza di ferro e problemi tiroidei sono cause trattabili.

Se noti un diradamento progressivo o una caduta che dura da più di un mese e mezzo, vale la pena fissare una visita tricologica. Qui puoi approfondire le singole forme: Alopecia androgenetica [LINK → /patologie/alopecia-androgenetica/] · Alopecia areata [LINK → /patologie/alopecia-areata/] · Alopecia: tutte le forme [LINK → /patologie/alopecia/].

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Domande frequenti

L’alopecia femminile è reversibile?

Dipende dalla causa. Il telogen effluvio si risolve una volta rimossa la causa (parto, dieta, stress, farmaco). L’alopecia androgenetica femminile è progressiva, ma se presa in tempo il diradamento si può stabilizzare e in parte migliorare. Nelle forme avanzate il margine di intervento si riduce. Per questo insisto sul non aspettare.

Lo stress fa cadere i capelli nelle donne?

Uno stress fisico importante (parto, malattia, intervento) può provocare un telogen effluvio a distanza di 2-4 mesi. Sul ruolo dello stress emotivo cronico l’evidenza scientifica è più sfumata di quanto si creda. In ogni caso, quando una paziente arriva dicendo “è solo stress”, verifico sempre che non ci sia un’alopecia androgenetica già iniziata.

La riga dei capelli si sta allargando: devo preoccuparmi?

È il segnale più tipico dell’alopecia androgenetica femminile. Non è un motivo per allarmarsi, ma è un motivo per fare una visita tricologica. La tricoscopia in pochi minuti permette di capire se c’è una miniaturizzazione in corso e di che entità è. Prima si arriva, più opzioni abbiamo.

Quali esami del sangue fare per la caduta dei capelli?

Non esiste un pannello standard per tutte. Ferritina e TSH li doso spesso, perché carenza di ferro e problemi tiroidei sono cause comuni e trattabili. Il profilo ormonale completo lo richiedo solo se ci sono segni di eccesso androgenico. Un esame fatto “perché sì” rischia di creare confusione senza orientare la diagnosi.

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