Patologia

Micosi della pelle e delle unghie (onicomicosi): sintomi, cause e cura

Infezioni da funghi di pelle e unghie: contagiose ma curabili, se riconosciute e trattate nel modo giusto.

Pubblicato il 16 Luglio 2026 · Aggiornato il 12 Agosto 2026 · Contenuti a cura della Prof.ssa Giovanna Malara

Le micosi, cioè le infezioni causate dai funghi, sono tra i disturbi della pelle più comuni, soprattutto d’estate e in chi frequenta piscine e palestre. Quando colpiscono le unghie (onicomicosi) sono più ostinate e richiedono pazienza. La buona notizia è che, con la diagnosi giusta, si curano bene.

Le micosi sono contagiose?

Sì, le micosi sono contagiose, ma si prevengono con qualche attenzione. I funghi si trasmettono per contatto diretto, attraverso pavimenti umidi, asciugamani e scarpe condivise, e a volte dagli animali. Prosperano dove c’è caldo e umidità.

Cosa sono davvero le micosi

Le micosi sono infezioni provocate da funghi o lieviti, microrganismi che vivono anche normalmente nell’ambiente. Sulla pelle danno le cosiddette tigne: il piede d’atleta tra le dita dei piedi, le chiazze sul corpo, le forme dell’inguine. Sulle unghie danno l’onicomicosi, che rende l’unghia ispessita, ingiallita e fragile. Esistono poi le forme da lieviti, come la candida nelle pieghe cutanee.

Come si riconoscono

Sulla pelle si presentano spesso come chiazze arrossate che prudono, con desquamazione e un bordo più attivo che tende ad allargarsi. Tra le dita dei piedi la pelle appare macerata, screpolata e pruriginosa. L’unghia colpita cambia colore, si ispessisce e si sfalda ai bordi, di solito senza dolore.

Perché vengono

I funghi amano il caldo e l’umido. Favoriscono le micosi il sudore, le scarpe chiuse per molte ore, gli ambienti umidi condivisi, e piccole ferite della pelle. Sono più frequenti in chi ha il diabete, in chi ha difese più basse e con l’età, quando la circolazione delle estremità è meno efficiente.

Cosa succede nel tempo

Le micosi in genere non guariscono da sole: tendono a persistere e ad allargarsi se non trattate. L’onicomicosi in particolare è lenta e testarda, perché l’unghia cresce piano e il fungo si annida in profondità. Anche dopo la guarigione può tornare se restano le condizioni che l’hanno favorita.

Come si cura oggi

Il primo passo è confermare che si tratta davvero di un fungo, a volte con un piccolo prelievo da analizzare: curare come micosi qualcosa che non lo è fa perdere tempo. Da lì si usano antimicotici, in crema per le forme cutanee e, per le unghie o le forme estese, anche per bocca sotto controllo medico, con cicli che possono durare settimane o mesi. La costanza è tutto: interrompere troppo presto è la causa più frequente di ricaduta.

Cosa succede se ti rivolgi al mio studio

Parto dalla diagnosi certa, distinguendo la micosi da altre condizioni che le somigliano, come la psoriasi delle unghie o certe dermatiti. Poi costruiamo la terapia più adatta e definiamo come prevenire le ricadute nella vita di tutti i giorni.

FAQ – Domande frequenti

Le micosi sono contagiose?

Sì. Si trasmettono per contatto, tramite pavimenti umidi, asciugamani e calzature condivise, a volte dagli animali. Le attenzioni giuste riducono molto il rischio.

Si prendono in piscina o in palestra?

Sono ambienti tipici del contagio, perché caldo, umidità e piedi scalzi aiutano il fungo. Ciabatte e asciugatura accurata dei piedi sono la prima difesa.

Un’unghia gialla è sempre un fungo?

No. L’unghia può ingiallirsi anche per traumi, psoriasi o altre cause. Per questo prima di curare conviene confermare la diagnosi, a volte con un esame del materiale ungueale.

Quanto tempo ci vuole per guarire?

Le forme della pelle rispondono in poche settimane. L’onicomicosi è più lenta: servono mesi, perché bisogna aspettare che ricresca l’unghia sana.

Tornano dopo la cura?

Possono tornare se restano le condizioni che le hanno favorite: piedi sudati, scarpe chiuse, ambienti umidi. Curare bene fino in fondo e mantenere le attenzioni riduce le ricadute.

Posso mettere lo smalto o fare la pedicure?

Durante una micosi ungueale è meglio evitare smalti coprenti e pedicure aggressive, che nascondono il problema e possono diffonderlo. Meglio decidere insieme al medico.

È colpa della mia igiene?

No. Dipende dal contatto con il fungo e dalle condizioni di caldo e umidità, non dalla pulizia. Anche persone molto attente le prendono.

Cos’è il piede d’atleta?

È la micosi tra le dita dei piedi: pelle macerata, screpolata e pruriginosa. È comune in chi suda molto o frequenta ambienti umidi condivisi.

Ho il diabete: devo preoccuparmi di più?

Chi ha il diabete è più esposto alle micosi e va seguito con più attenzione, perché anche piccole lesioni ai piedi vanno curate per tempo. Meglio non trascurarle.

Le prende anche il mio animale domestico?

Alcune micosi passano dagli animali all’uomo. Se compaiono chiazze dopo il contatto con un cane o un gatto, conviene far controllare anche l’animale dal veterinario.

Cos’è la micosi della pelle?

È un’infezione della pelle da funghi. Si presenta di solito con chiazze arrossate che prudono, tendono ad allargarsi e a desquamare ai bordi. Una forma tipica ai piedi è il cosiddetto “piede d’atleta”, tra le dita.

E l’onicomicosi, cioè il fungo delle unghie?

È la micosi che colpisce le unghie, più spesso quelle dei piedi. L’unghia si ispessisce, cambia colore diventando giallastra e si sfalda. È fastidiosa e tende a peggiorare se non trattata.

Perché è venuta a me?

I funghi amano il caldo e l’umido. Sudorazione, scarpe chiuse a lungo, piccole ferite e difese abbassate favoriscono l’infezione. Non è una questione di scarsa pulizia.

Come si cura?

La pelle si tratta con antifungini in crema; le unghie richiedono spesso una cura più lunga, a volte anche per bocca. Prima è utile confermare che si tratti davvero di un fungo, perché altre condizioni possono somigliargli.

Come evito che torni?

Asciugando bene la pelle e gli spazi tra le dita, cambiando spesso calze, usando le ciabatte negli ambienti comuni e non condividendo asciugamani e scarpe.

Se hai una chiazza che prude e si allarga, o un’unghia che cambia colore, vale la pena una visita: la cura giusta parte sempre dalla diagnosi giusta.

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